Archivio per la categoria 'calciopoli'
Calcio alla sbarra/ Zeman accusa la Gea: Moggi jr era insieme procuratore e consulente del Napoli
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Ho conosciuto procuratori sportivi che si sono lamentati del comportamento della Gea che non agiva secondo le regole. parlai con alcuni di questi agenti (come Dario Canovi che aveva la procura di Nesta) che hanno avuto problemi perché certi giocatori hanno preferito andare alla Gea per avere vantaggi in più”. Sono parole dell’allenatore Zdenek Zeman sentito come testimone dell’accusa nel processo a carico di Luciano e Alessandro Moggi, imputati con altre quattro persone per associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza con minaccia e violenza. Convocato dal pm Luca Palamara, l’ex tecnico, tra l’altro, di Salernitana, Lazio, Roma e Lecce ha ricordato di aver frequentato nel 2000 Moggi jr. “Lui faceva il consulente di mercato e decideva quali giocatori portare al Napoli che io stavo allenando in quel periodo. Secondo me, si poteva costruire una squadra migliore e spendere di meno, tanto è vero che dopo il club andò in crisi. Alessandro Moggi girava per il calciomercato con una lista di giocatori e diceva alle varie società “tu compri questo, tu compri quest’altro”.Tra noi non c’era collaborazione, lui ha preso tanti giocatori e tanti soldi, poi, esaurito il suo compito, è andato via. La Federazione non ha mai detto nulla, ma lui faceva il consulente del Napoli e il procuratore sportivo. Sapevo che Alessandro Moggi si presentava spesso in sede per prendere i soldi delle varie procure. Me lo disse il direttore generale della società”. Prossima udienza il 27 marzo con i calciatori Gatti, Tedesco, Kovalenko e Nigmatullin e gli agenti Bordonaro e Orlandini. I testimoni previsti per oggi e assenti senza giustificazione (i dirigenti sportivi Giorgio Perinetti, Piero Franza ed Ermanno Pieroni) sono stati sanzionati dal presidente Luigi Fiasconaro della decima sezione penale del tribunale con il pagamento di 300 euro di ammenda, più l’accompagnamento coatto per l’udienza del 31 marzo prossimo. Per quel giorno è prevista anche l’audizione di Fabio Capello, attuale tecnico dell’Inghilterra, e dell’ex diesse della Roma, Franco Baldini.
Fonte: Libero.it
http://canali.libero.it/affaritaliani/sport/zemancontromoggi250308.htmUna lettera con un proiettile e minacce nei confronti della dirigenza della Juventus è stata recapitata questo pomeriggio a Milano nella sede della Gazzetta dello Sport. La missiva ha come mittente un gruppo di tifosi bianconeri. Secondo quanto riferito dalla polizia, nella busta arrivata in via Solferino c’erano un proiettile a salve da 8 millimetri e una lettera con minacce. Nel testo ci sarebbe un riferimento alle indiscrezioni sulla nomina di Guido Rossi a consulente della Ifil, la finanziaria che controlla il club bianconero. L’avvocato d’affari è uomo di dichiarata fede nerazzurra e, sopratutto, era commissario straordinario della Figc quando la Juventus fu retrocessa in serie B per il caso Calciopoli. Proteste in questo senso erano già apparse di recente su un sito della tifoseria bianconera. G.Boi (15/03/2008) (Spr)
fonte: repubblica.it
Calciopoli: pm Narducci ‘La Gea usava filosofia da mafia’
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Ven 15 Feb, 10:23 PM
Il pm Giuseppe Narducci, della Procura di Napoli, titolare con Beatrice dell’inchiesta su Calciopoli, ha parlato ai microfoni di Radio Marte a margine del convegno della Sportform su “Economia e regole dell’impresa sportiva”. “Il gruppo di persone che hanno dato vita alla Gea World utilizzava una filosofia da mafia. La Gea si e’ affermata sul mercato con atti di intimidazione e violenza. La loro quindi era una metodologia da mafia. Il marcio del calcio? Oggi gli illeciti partono dall’interno del sistema calcio. Siamo nel 2008 e non è cambiato nulla. E’ vero - ha aggiunto Narducci all’emittente campana- che da qualche tempo non ci sono più fenomeni di illecito chiari, tuttavia non esistono neppure le strutture di difesa da questi illeciti. Quindi è tutto come prima. I soggetti di solito cambiano negli anni, ma dal 1980 si sono riproposti sempre le stesse persone fino al 2006. Questo è il segnale che siamo di fronte ad un fenomeno strutturale e non episodico Per uscirne fuori l’unico modo è far si che le Federazioni abbiano una prevalente natura pubblica. Questo significa che i legami con le societa’ di calcio vanno rotti, altrimenti si rischia che le imprese private gestiscono non solo il mercato ma anche un’attivita’ che almeno in parte e’ dello Stato. E’ un paradosso. Basti pensare che i membri della Covisoc, per esempio, vengono eletti dal Consiglio federale che è composto da dirigenti delle società di calcio: questo significa che l’organo controllante viene nominato dai soggetti controllati. E’ una ambiguità che bisogna superare. La situazione nel calcio italiano migliora se esistono strutture che ci mettono a riparo da questi episodi”.
fonte: calciomercato.com
Riparte Moggiopoli
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Moggiopoli, nuovo capitolo. Riprende venerdì mattina l’udienza preliminare aggiornata lo scorso 15 dicembre dopo la presentazione di ulteriore documentazione da parte dei pm Beatrice e Narducci e di un’informativa dei carabinieri su intercettazioni successive alla squalifica sportiva dell’ex direttore generale della Juventus che secondo l’accusa indicherebbero la prosecuzione dell’attività nel mondo del calcio del principale accusato.
Con Moggi sono imputate altre 36 persone, 19 per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, 16 per concorso a frode sportiva. In agenda innanzitutto le eccezioni preliminari dei legali delle difese, ma l’attesa è tutta relativa alle contestazioni delle parti civili ammesse. Avevano fatto richiesta la Lega Calcio, e, singolarmente, Atalanta, Bologna, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana, anche se qualche società potrebbe ora rinunciare.
fonte: www.sportal.it
CALCIOPOLI: GAZZONI, IN UN LIBRO ‘LA DISFATTA DI UN SISTEMA’
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(AGI) - Milano, 5 feb. - Un’unica persona fisica e’ tra le parti offese del processo a calciopoli che si sta celebrando a Napoli. Si tratta di Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente del Bologna calcio, che a causa dello scandalo sportivo ha visto il proprio patrimonio dilapidarsi e la popria attivita’ implodere. Oggi Gazzoni e’ la voce narrante che snocciola fatti e momenti di una storia non troppo lontana, un “io” protagonista che ripercorre le tappe della disfatta, prima ancora che del proprio microcosmo imprenditoriale, dell’intero sistema calcistico. Succede in una manciata di pagine che chi le ha fisicamete buttate giu’, ossia il giornalista Ivan Zazzaroni, non lo definisce neanche un libro, bensi’ un “panphlet”. Dato alle stampe da Libero (il quotidiano di Vittorio Feltri), il volume intitolato “La Rete” e’ stato presentato questa mattina a Milano da Zazzaroni, Gazzoni e il vicedirettore di Libero, Gianluigi Paragone. E qui Gazzoni ha puntellato il discorso delle tesi portanti del suo j’accuse: l’asse Torino-Milano per “spartirsi l’accesso alla Champions League, dove ci sono i soldi veri”, per il quale “il Milan aveva alle spalle Berlusconi mentre la Juve, che non poteva piu’ contare sul mecenatismo degli Agnelli a causa della difficile situazione della Fiat pre-Marchionne, traffico’ con gli arbitri”; le “liberatorie dei calciatori regolarizzate con assegni post-datati e rinnovati alla scadenza”; l’”iva mai pagata che generava immense liquidita’”; i dubbi salvataggi di alcune squadre, come Lazio, Parma, Messina e Reggina, operati ora dalla politica, ora dalla magistratura; il ruolo da “papa laico” del calcio italiano di Luciano Moggi, il “gran patteggiatore”, verso il quale “c’era un atteggiamento reverenziale”, per cui “non si muoveva foglia, per un certo gruppo di direttori sportivi, senza che non venisse interpellato”; le trattative per portare Franco Carraro alla guida della Lega. Gazzoni illumina i fili delle marionette e Zazzaroni, che gli ha dato voce, ha fatto notare che “finalmente qualcuno dice come truffavano, ha avuto il coraggio di dire come stanno le cose e lo ha potuto fare perche’ non ha scheletri nell’armadio”. (AGI)
Cli/Car
CALCIOPOLI: SENTITI SECCO E PERINETTI, CAIRO IL 17
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(AGI/ITALPRESS) - Roma, 9 gen. - Due ore per Alessio Secco, tre per Giorgio Perinetti. Con il direttore sportivo della Juventus e quello del Bari, sono riprese oggi le audizioni e il lavoro inquirente della Procura federale sui contenuti delle ultime intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura napoletana, in merito al filone relativo a Calciopoli. Secco e’ stato sentito in merito alle intercettazioni telefoniche con Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus. Al termine dell’audizione il ds bianconero, che e’ stato sentito per due ore, si e’ detto tranquillo. Nel pomeriggio e’ stato ascoltato Giorgio Perinetti, attualmente direttore sportivo del Bari, ma sentito per fatti che si riferiscono a quando era ds del Siena.
Venerdi’ 11 sara’ il turno del vice presidente federale e presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio.
Per quanto riguarda invece l’audizione del presidente del Torino, Urbano Cairo, anche questa in programma venerdi’, la Procura federale ha accolto la richiesta del dirigente granata di essere ascoltato giovedi’ 17. Deve ancora essere fissato, inoltre, il giorno dell’audizione di Mario Auriemma, ex presidente del Giorgione. Gia’ sentiti, nei giorni scorsi, Spinelli, Punghellini, Gravina, Foschi, Mattei, Cuccureddu e il ds della Nuorese, Raffaele Auriemma.
Moggi collaborerà col sito cattolico “Petrus”
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A partire da lunedì prossimo Luciano Moggi sarà il commentatore sportivo del sito “Petrus - il quotidiano online sul Pontificato di Benedetto XVI”. Ad annunciarlo è stato lo stesso sito, che tiene a sottolineare come si tratti di una “collaborazione gratuita”.
Le polemiche, naturalmente, non sono mancate, come non si sono fatte attendere le mail di protesta: “I moralisti di turno si sono già scandalizzati…ci hanno messi all’indice dal pulpito della loro ipocrisia” - scrive il sito cattolico - “I colpevolisti di sempre hanno immediatamente emesso sentenze di condanna…Nessuno, però, ha avuto il coraggio di ammettere che ‘Petrus’ ha messo a segno un bel colpo con l’ingresso di Moggi nella scuderia dei collaboratori (che sia stato proprio questo il problema per chi avrebbe voluto tarparci le ali?)…per quanto ci riguarda Luciano Moggi è un galantuomo”.
Luciano Moggi curerà una rubrica settimanale in cui commenterà la giornata calcistica appena trascorsa “mescolando temi calcistici e religiosi”. Pare che Moggi avesse proposto una rubrica di previsioni sulle partite, ogni sabato. Ma viste le polemiche e soprattutto il motivo per il quale Moggi è sotto processo, la direzione di ‘Petrus’ ha preferito evitare.
fonte: http://calcio.excite.it/news/6852/Moggi_collaborera_col_sito_cattolico_Petrus
Moggi, Carraro e altri misteri la talpa in Figc parla per sei ore
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«Il presidente Zamparini è sempre buono con me, mi ha perdonato anche questa volta». Rino Foschi, direttore sportivo del Palermo, è agli imbarchi di Fiumicino, da poco ha finito un interrogatorio lungo poco meno di un´ora e vuole tornare a casa. «Non posso parlare», dice, «ma certo ho spiegato al procuratore Palazzi che io di Moggi sono stato e resto un nemico. Insieme a Rinaldo Sagramola, oggi al mio fianco nel Palermo, ventitré anni fa lo cacciammo dall´associazione dei direttori sportivi». Ma Sagramola, Foschi, non è quello che lei ha insultato al telefono? E del suo presidente, poi, non diceva a Moggi: «Quel poverino non sa quello che dice»? «L´ho detto, e l´ho spiegato anche a Palazzi. Quella telefonata è stata una sciocchezza, ma non mi rappresenta», assicura Foschi. «L´ho fatta per tutelare gli interessi del Palermo, l´anno scorso ci stavano togliendo il quarto posto per darlo al Milan, cosa poi avvenuta. Ho chiamato Moggi contro Galliani, ma di più non posso dire…». Il problema per il ds è quello di aver parlato di affari e calciatori, di Briatore in società e Nocerino da acquistare, con uno squalificato. E questo, probabilmente, alla fine regalerà a Foschi deferimento e inibizione.
Alla fine della giornata di ieri - tre interrogatori per Calciopoli 2 - si comprende come Palazzi abbia intenzione di riannodare tutti i fili dei nuovi rapporti tra Moggi e il calcio. Il procuratore ha chiesto di queste pericolose relazioni a Foschi, ma soprattutto ha cercato di approfondire quello che è successo in casa sua: in Federcalcio. E infatti con il secondo interrogato, il presidente della serie D William Punghellini, il procuratore è andato a scavare: sei ore di domande. Il responsabile dell´Interregionale si è presentato con due avvocati e ha ricostruito la storia dei rapporti in Figc ad ampio raggio: ha parlato di Abete e Tavecchio, di Macalli e Agnolin, di altri piccoli dirigenti federali. E ha parlato di Franco Carraro, l´uomo con cui è cresciuto e che al telefono ha accusato di pressioni sul processo sportivo. A Punghellini il procuratore ha letto le undici telefonate intercettate, cinque con l´ex presidente del Civitavecchia, Mario Auriemma, e sei fatte e ricevute da Moggi. Non è stato facile spiegare toni e contenuti, però. In una telefonata Punghellini dice ad Auriemma: «Negli arbitri abbiamo fatto appalti sulle assicurazioni da dieci miliardi, appalti truccati, e adesso è stato deferito il vice di Gussoni, quindi si devono dimettere tutti… ». Ma alla fine i suoi legali dichiarano: «Il presidente della serie D ha ribadito, con dovizia di particolari, che la sua azione è stata sempre rivolta a tutelare l´integrità e l´autonomia del Comitato interregionale dilettanti e l´osservanza rigorosa della legge».
Ieri la procura del calcio ha ascoltato anche il consigliere federale Gabriele Gravina, candidato bruciato alla direzione generale della Federcalcio. E si è scoperto che, sabato scorso, è stato interrogato il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, già convocato per un´altra questione sportiva. Si ripartirà con le audizioni il 3 e 4 gennaio e in quell´occasione sarà ascoltato il vicepresidente Carlo Tavecchio. Entro metà gennaio Palazzi e il presidente Abete vogliono chiudere il ciclo Calciopoli 2.
Sempre ieri, la procura si è occupata del caso Foggia, il difensore del Cagliari che avrebbe fatto picchiare il compagno di squadra Marchini. Dopo due certificati medici, Marchini ha deposto. L´istruttoria è chiusa: a giorni le decisioni.
INTERCETTAZIONI: IN FIGC PUNGHELLINI, FOSCHI E GRAVINA
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(AGI/ITALPRESS) - Roma, 28 dic. - Iniziate oggi le audizioni della Procura Federale della Federcalcio, in merito alle nuove intercettazioni relative all’inchiesta della Procura di Napoli su “calciopoli”. Stefano Palazzi e i suoi uomini hanno sentito il presidente del comitato interregionale, William Punghellini, il direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi e il consigliere federale, Gabriele Gravina, che ieri aveva chiesto di essere sentito prima possibile per chiarire la sua situazione. I tre sono stati ascoltati per le loro telefonate con l’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. Punghellini, che ieri ha comunicato la sua astensione dalle riunioni del Consiglio Federale della Figc e da quelle del Consiglio Direttivo della Lega di serie D, e’ stato ascoltato per ben sei ore dagli uomini della procura federale. Poi e’ stata la volta di Foschi e Gravina. Le audizioni della procura federale riprenderanno il 3 e 4 gennaio.
Fonte: http://www.agi.it/sport/calcio/notizie/200712282007-spr-rom1182-art.html
Le intercettazioni non fanno paura a Foschi: “Ho sempre lavorato con correttezza”
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Le intercettazioni coinvolgono il ds rosanero per una telefonata con Moggi.
Le ultime intercettazioni acquisite agli atti dell’inchiesta partenopea su Calciopoli 2 coinvolgono, per una telefonata con Luciano Moggi, anche il direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi.
L’uomo-mercato rosanero, però, si dice tranquillo… “Io sono assolutamente pulito e non ho nulla da temere - ha dichiarato Foschi all’agenzia Italpress - Sono una persona seria ed onesta che ha sempre lavorato con correttezza nel mondo del calcio. Ripeto, sono assolutamente tranquillo“.
fonte: http://www.goal.com/it/articolo.aspx?ContenutoId=527979
Altro articolo interessante: Palermo, macabro regalo a Foschi:
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Palermo/Primo_Piano/2006/12_Dicembre/30/foschi.shtml


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