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Dondarini-shock, in Bulgaria non si fidano

dondarini bulgaria

(AGM-DS) - 10/03/2008 18.1

0.15 - (AGM-DS) - Milano, 10 marzo - Le polemiche nostrane valicano i confini e il Levski Sofia si oppone all`ipotesi di essere arbitrato da Paolo Dondarini. L`idea di affidare a un arbitro straniero la sfida di coppa nazionale bulgara era stata varata proprio dalle due societa` coinvolte nei quarti di finale, il Levski Sofia e il Litex Lovetch. La squadra della capitale però non ha rinunciato al diritto di proporre dei distinguo, rifiutando di fatto la possibilita` che a essere designato fosse la nostra `giacchetta nera`.
Le motivazioni, non specificate nella nota pubblicata sul sito ufficiale del club, affondano le radici nell`inopportuno inserimento nella rosa dei papabili di un fischietto coinvolto nell`inchiesta di `Calciopoli`. `Se sara` lui a dirigere la gara, il Levski non scendera` in campo`, si legge nel comunicato. Una presa di posizione forte, che certifica un tracollo della popolarita` del nostro pallone e dei nostri fischietti anche all`estero.
Cosi`, dopo che Gussoni ha di fatto riconfermato Collina nel ruolo di designatore e Platini e Blatter si sono schierati al fianco della classe arbitrale nostrana, ritenuta una delle piu` valide del Vecchio Continente, arriva una bocciatura clamorosa. La Federazione bulgara, chiamata in causa dalle lamentele del Levski, ritorna la `patata bollente` alla Lega, in un palleggio di responsabilita` che tradisce una situazione piuttosto confusa. A questo punto, pero`, cio` che conta e` il danno d`immagine che `Calciopoli` ha lasciato in eredita` al nostro calcio, una sfiducia che il lavoro dei nuovi vertici pallonari non e` ancora riuscito a eliminare. Anzi, sembra che la situazione vada assumendo contorni paradossali.

(R. Datasport, DTS)

http://www.datasport.it/leggi.aspx?id=4896404

La Juventus scrive a Figc e arbitri - ‘Intervenite, situazione compromessa’

Lettera firmata Cobolli Gigli e Blanc sul sito della società
Pesanti critiche dopo l’arbitraggio di ieri di Dondarini Reggina-Juve

Chieste iniziative immediate. Attacco ai fischietti: “Una categoria
che si ostina a chiudersi alle novità e a reagire con irritazione alle critiche”

ROMA - Ieri notte Cobolli Gigli aveva chiesto una “forte presa di coscienza” dopo l’arbitraggio di Dondarini in Reggina-Juventus. Poi aveva aggiunto più chiaramente: “Basta con questi arbitraggi, la Federazione faccia qualcosa”. E questa mattina, puntuale, sul sito della società bianconera (www.juventus. com) appare una lettera a Figc e Aia (Associazione degli arbitri) firmata a quattro mani dallo stesso presidente juventino e dall’amministratore delegato Jean-Claude Blanc.

Nella missiva la Juve afferma di essere stata “danneggiata in modo irreversibile dall’arbitraggio” e chiede un “un intervento dei massimi organismi federali a garanzia della regolarità del campionato e a tutela dell’impegno e della professionalità dei giocatori, dei tecnici, dei dirigenti della Juventus”.

“La Federcalcio - prosegue la lettera - ha il dovere di vigilare sul rispetto delle regole e di garantire la lealtà della competizione sportiva, messa in discussione dall’inadeguatezza di parte della classe arbitrale. Alcune decisioni dei direttori di gara stanno confermando un dubbio sollevato da più parti: e cioè, che nei confronti della Juventus non vi sia un atteggiamento sereno e adeguato alla serietà con la quale la Società e la squadra affrontano i propri impegni”.

Poi la parte rivendicativa: “La Juventus non può continuare a pagare colpe per le quali ha già scontato una pena estremamente severa e dalla quale si sta risollevando anche grazie alla passione dei propri tifosi, che legittimamente chiedono rispetto. Oggi, in una fase decisiva del campionato e in prossimità di decisioni strategiche per il futuro finanziario della Società, la Juventus richiede che la Federcalcio prenda provvedimenti immediati ed efficaci per sanare una situazione gravemente compromessa”.


Infine l’attacco agli arbitri e, indirettamente, al designatore Collina: “Bisogna ritrovare fiducia nella classe arbitrale e ridare slancio al calcio italiano. Un mondo che si basa sulla passione, sull’impegno ma anche su competenze e professionalità che non possono essere frustrate da una componente che si ostina a chiudersi alle novità e a reagire con irritazione alle critiche”.

(24 febbraio 2008)

fonte: Repubblica.it