Calciopoli e calcio scommesse

Novità su calciopoli, moggiopoli, calcio scommesse, doping, intercettazioni, arbitri attarverso articoli ufficiali

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L’ira di Mancini sull’Inter, mi hanno offeso

MILANO - Sarà una guerra di trincea. Lunga e perfino un po’ noiosa quella tra Roberto Mancini, l’allenatore dei tre scudetti consecutivi nerazzurri, e il presidente Moratti che lo ha licenziato martedì e lo ha comunicato giovedì. Ogni tanto qualcuno sparerà una cannonata, ma la soluzione (che sia accordo o scontro finale) è comunque lontana.
Se ieri la scena è stata tutta per Moratti, che si è indirettamente appalesato solo con due brevi comunicati sul sito ufficiale, oggi, come previsto, è toccato a Roberto Mancini. Con le stesse armi, ovvero carta e penna per un comunicato stampa indirizzato in mattinata all’ANSA firmato da lui e controllato dal suo avvocato, Stefano Gagliardi di Roma. Per far sapere che l’ Inter “ha abusato di vicende false ed illecite” che hanno gravemente offeso il suo onore e la sua reputazione.
Un grido dopo tanto silenzio per dire che lui non ci sta ad essere cacciato, peraltro senza neanche quel ‘grazie di tutto’ formale che si usa persino esonerando gli allenatori retrocessi, per colpe lasciate intendere assai più che spiegate. A quei “fatti più recentemente emersi nelle cronache giornalistiche” che, secondo il legale di Mancini, corrispondono alle famose intercettazioni telefoniche. E poi un passo in più fuori dalla trincea: Roberto Mancini chiederà i danni all’ Inter, oltre naturalmente al pagamento intero delle spettanze contrattuali. Almeno nelle dichiarazioni perché nessuno pensa davvero che il tecnico di Jesi, dopo due trionfali stagioni, sia disposto a rimanere fermo solo per ‘vendicarsi’ degli eventuali torti subiti.
Conoscendo l’uomo c’é da giurare che la sua ‘vendetta’ la vorrebbe domani sul campo, cacciando via l’Inter e Mourinho dalla Champions, magari dalla panchina del Chelsea alla quale sembrerebbe, infine, destinato una volta conclusa la querelle. Ma per adesso non può che aspettare. “E’ arrabbiato e deluso, perché si sente leso nella sua persona - aggiunge l’avv. Gagliardi - ed anche turbato, lui e anche la sua famiglia che si sente toccata da questa vicenda. Non c’era alcun presupposto che lasciava presagire questi toni, anzi Moratti aveva più volte pubblicamente detto di essere certo dell’estraneità dei suoi tesserati nella storia delle intercettazioni”. “E adesso aspettiamo di vedere cosa fa l’ Inter” è la conclusione.
Insomma, palla rilanciata nella metà campo nerazzurra. E l’Inter che fa? Sta zitta di nuovo. Chissà se impiegherà ore o giorni per annunciare l’assunzione di Mourinho e per presentarlo. L’avanguardia dei giornalisti portoghesi, a Milano fin da ieri, è rimasta delusa. Ma in fondo ormai è solo una formalità. Quello che è certo è che la società lavora a pieno ritmo per mettere a disposizione del nuovo tecnico i giocatori richiesti, a cominciare da Etòo. Il presidente Moratti non si fa vedere: è all’estero, verosimilmente tra Barcellona e Lisbona. Non è così azzardato parlare di un incontro con il suo nuovo tecnico. In ogni caso dovrebbe tornare senza portarlo subito a Milano con sé.

fonte: ansa.it

Calcio scommesse: adesso trema anche l`Inter

(AGM-DS) - 14/05/2008 23.18.32 - (AGM-DS) - Milano, 14 maggio - Chi di intercettazioni ferisce, di intercettazioni perisce. Sembrano infatti tornare di gran moda le chiacchierate telefoniche compromettenti che riguardano il mondo del calcio. E in questo caso chi ci potrebbe rimettere e` l`Inter, che dalle intercettazioni, durante il caso Calciopoli, aveva guadagnato uno scudetto (tolto alla Juventus `moggiana` e riassegnato al club di Massimo Moratti).Questa volta, secondo quanto risulta a `Radiocor`, sono esponenti dell`Inter a essere coinvolti in una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire. Si tratta infatti di intercettazioni seguite dai Carabinieri di Trento che riguarderebbero anche scommesse effettuate da giocatori neroazzurri sulla vittoria dello scudetto 2006/2007, in seguito conquistato dalla squadra di Mancini. A confermarlo sono state fonti vicine agli inquirenti.Gli stessi inquirenti stanno nel frattempo cercando di chiarire i contenuti di conversazioni che, a causa delle parole utilizzate, lasciano pensare alla volonta` di nascondere i reali significati delle affermazioni intercettate. Le intercettazioni sarebbero scaturite dall`indagine per traffico di droga che riguardava il procuratore sportivo Donato Brescia.

Gli esponenti dell`Inter che sarebbero stati intercettati sono il vice-allenatore Sinisa Mihajlovic, il tecnico Roberto Mancini e il capitano Javier Zanetti. I tre comunque non risulterebbero indagati. Niente male per una squadra che domenica, a Parma, si gioca una stagione in 90`.

(R. Datasport, DTS)

Intercettazioni Inter, scommesse e regali

Alcuni giocatori nerazzurri e Mancini sarebbero coinvolti in una nuova bufera, ma per ora nessuno è indagato

telefonini tornano caldi nel mondo del calcio, a tre giorni dagli incandescenti ultimi 90 minuti di campionato: ci sarebbe ancora un caso di intercettazioni telefoniche, che vedrebbe coinvolti alcuni giocatori dell’Inter e personaggi dello staff nerazzurro. Nel tam tam di informazioni circolate in mattinata, le registrazioni riguarderebbero casi di “favori” da amicizie pericolose e scommesse sulle partite del campionato 2006-2007.Tutto parte da un tale Domenico Brescia, titolare di una sartoria nella zona di Saronno ed ex frequentatore della Pinetina, che risulta indagato dalla procura distrettuale antimafia di Milano per associazione a delinquere di stampo mafioso, connessa al traffico di stupefacenti. Dalle intercettazioni sarebbero emersi rapporti ambigui fra Brescia e alcuni giocatori e componenti dello staff nerazzurro: si fanno i nomi di Materazzi, Ibrahimovic, Zanetti, Mihajlovic, l’allenatore Mancini, Fausto Salsano, allenatore in seconda, l’ex nerazzurro Spillo Altobelli, Rocco Di Stasi, impiegato dell’Inter, e Fausto Sala, direttore responsabilie del centro coordinamento tifosi. Tuttavia nessuno di loro risulta indagato.

Brescia, attraverso un amico (anche lui indagato), avrebbe procurato a prezzi vantaggiosi macchine di lusso, orologi e donne ai giocatori nerazzurri, che lo avrebbero preso come punto di riferimento per avvalersi dei suoi servizi. Ma non solo: le intercettazioni eseguite dai Carabinieri di Trento riguarderebbero anche alcune scommesse sportive effettuate in occasione del campionato 2006-2007, vinto dalla stessa Inter.

Le conversazioni ora sarebbero all’esame degli inquirenti, per chiarire alcuni contenuti ”ambigui”. Il sospetto è che alcune parole utilizzate potessero servire a  nascondere i reali significati di alcune affermazioni registrate. Una sorta di linguaggio in codice per camuffare le conversazioni.

fonte: http://www.puntosport.net/pageview2.php?i=2487&sl=1

Zeman: “L’Inter non è la sola favorita dagli arbitri”

16 febbraio 2008 - L’allenatore boemo Zdenek Zeman dopo molti mesi di silenzio ritorna a parlare e lo fa alla sua maniera, con il coraggio che da sempre lo ha contraddistinto. L’allenatore in passato era stato l’unico che aveva osato denunciare che alcune squadre (la Juventus) che secondo lui facevano uso di sostanze dopanti. Per questo la squadra torinese subì un processo e il medico sociale venne assolto perché in quel periodo le sostanze che usavano (leggete qui) non erano contenute nella “lista vietata”, dopo quell’assoluzione vi fu una strana esultanza dei dirigenti, la cosa provocò sdegno e disgusto nei tifosi di tutto il mondo.

Oggi Zeman ritorna dalle pagine del quotidiano Messaggero e lo fa dicendo ancora una volta la sua opinione con il solito coraggio e sincerità che ha caratterizzato la sua vita: “L’Inter non è la più aiutata dagli arbitri, ce n’è un’altra…”. Zdenek Zeman, va controcorrente, come sempre, e dichiara che la squadra di Mancini non è aiutata dagli arbitri: “L’Inter è meritatamente prima, ce n’è un’altra che viene aiutata, ma non mi va di dire quale… La forza dei nerazzurri sta nella continuità di risultati, non certo nel gioco. Calciopoli ha rovinato i tifosi, che ora pensano male di tutto e tutti”. Sulla Roma di Spalletti: “Una bella squadra soltanto se riesce a giocare per novanta minuti con la stessa intensità. In caso contrario, va in difficoltà. Non stimo Lippi e Capello”.

Stranamente le sue dichiarazioni questa volta non sono state raccolte dai media, sarà forse perché difende l’Inter?

fonte: www.comincialitalia.net

Totti: «L’Inter non ruba ma gli aiutini ci sono»

ROMA (11 febbraio) - La premessa è d’obbligo: «Non voglio attaccare l’Inter, perché l’Inter società penso non c’entri niente, poi i giocatori sono bravi e vincono in campo». Ma subito dopo Francesco Totti attacca. «Però, qualcosa sotto penso che ci sia - spiega - . Qualcosa sotto nel senso che hanno dei piccoli aiutini». «Sbagliare sempre allo stesso modo e sempre dalla stessa parte, un po’ ti fa pensare - aggiunge il fuoriclasse giallorosso -. Questo è quello che volevo dire, non che rubano le partite o l’aiutano».

All’indomani del gol in fuorigioco convalidato ai nerazzurri, e dopo l’intervento di Rossella Sensi sui regali degli arbitri all’Inter, anche il capitano della Roma ci tiene a dire la sua sul comportamento delle giacchette nere, spesso accusati di parteggiare per i nerazzurri. «Per come la penso io - afferma Totti intervistato da Sky - c’è un pizzico di sudditanza psicologica, di tutti, perché hanno paura a parlare male in questo momento dell’Inter, perché poi se avessero il coraggio e la lealtà di dire quello che vedono, sarebbe molto più facile. E, invece, loro negano e negare l’evidenza penso che sia un po’ difficile. Quello, purtroppo, c’è sempre stato, fa parte del calcio, come la Juve tanto tempo fa, adesso c’è l’Inter».

Ma il capitano romanista non vuole fare semplici paralleli. «Io non penso che l’Inter abbia fatto quello che ha fatto la Juve - prosegue -. Purtroppo, sono uscite tutte le intercettazioni e abbiamo capito la verità, quello che c’era dietro. Io non penso che l’Inter abbia fatto la stessa cosa, anche perché loro vincono sul campo, poi gli arbitri possono sbagliare perché non è semplice gestire 90 minuti e non sbagliare almeno una volta».

«Mi dispiace - è la conclusione di Totti - perché tu ti alleni tutta la settimana e poi sai che tanto loro, o perchè sono forti o perchè succede qualcosa, vincono sempre».

fonte: www.ilmessaggero.it

Moratti: «Nel 2002 banda di truffatori»

Il presidente dell’Inter attacca i personaggi coinvolti in Calciopoli: «Se non ci fosse stata una banda, nel 2002 avremmo vinto lo scudetto»

Clamorosa uscita di Massimo Moratti. Intervistato da Sky poco prima dell’inizio di Inter-Empoli, il presidente nerazzurro ha sparato una bordata violentissima contro i personaggi coinvolti in Calciopoli. Moratti ha affermato che «il 5 maggio (2002, ndr) se non ci fosse stata quella banda di truffatori, avremmo vinto con qualche punto di vantaggio». Nomi non ne ha fatti, ma non è difficile capire a chi si riferisca il numero uno del club di via Durini. Ma andiamo a vedere nel dettaglio che cosa ha detto Moratti.

Le avrebbe fatto piacere rivedere in campo Balotelli oggi al fianco di Ibra?
«Per forza, quando ci sono dello novità e si vedono delle qualità. E poi c’è la curiosità del tifoso, che invoglia, però c’è anche il buon senso per fare in modo che questi ragazzi non facciano degli sforzi esagerati e che siano esposti nella maniera giusta. E poi lui ha un dovere nei confronti della Primavera che sta giocando il torneo di Viareggio. Poi io lascio decidere all’allenatore che credo si stia comportando veramente molto bene, è una persona responsabile, gli ho affidato un patrimonio di questo genere e lo sta portando avanti molto bene. Credo quindi di non dover interferire nella maniera più assoluta in questa cosa».
Mancini ha detto che è meglio vincere il Campionato con due punti di vantaggio anzichè con 15 altrimenti la vittoria perde di valore. È d’accordo?
«È l’esperienza sul passato, visto quello che è successo l’anno scorso».
O magari pensando al 5 maggio quando lui non c’era ancora…
«Beh, il 5 maggio se non ci fosse stata quella banda di truffatori avremmo vinto con qualche punto di vantaggio. In questo caso lui lo dice per provocare e abituare la squadra a lottare partita per partita».
La preoccupano i cinque punti di distacco dalla Roma?
«Mi preoccupa il fatto che la Roma giochi bene, continui a vincere e che abbia una squadra importante. Noi finora abbiamo fatto un campionato molto buono ma dobbiamo avere forza e la costanza di andare avanti nella stessa maniera, e non è facilissimo».
Sul Liverpool. La Champions comincia ad essere un pensiero fisso?
«Una parte del cervello è presa da quello. Il Liverpool ti inganna perché ha un gioco semplice, un allenatore molto intelligente che non gioca all’inglese, e quindi ti impressiona di meno, però abbiamo visto tutti i risultati che fa sempre nelle partite importanti e quindi c’è da temerlo e da affrontare l’impegno con molta serietà».
Sul ritorno di Vieira…
«È un giocatore per noi molto importante e sono contento di rivederlo in campo».

 fonte: www.corrieredellosport.it

L’ossessione di Moggi: “Calciopoli è servita all’Inter”

L’ex dg della Juve replica all’uscita delle ultime intercettazioni: “Nessuno può impedirmi di parlare con vecchi amici”.
Dal giorno in cui le prime pubblicazioni hanno fatto capolino sui giornali, non ha mai smesso di parlare Luciano Moggi. Non si è mai arreso all’evidenza, al contenuto delle miriadi di conversazioni proibite che lo hanno messo con le spalle al muro. E anche dopo la seconda infornata di intercettazioni l’ex dg della Juventus reagisce attaccando, prendendo di petto nemici veri e presunti: “Queste ultime cose uscite vorrebbero impedirmi di parlare: ma sono quarant’anni che sto nel calcio, conosco tutti, nessuno può impedirmi di avere contatti con chi mi chiede qualcosa. Non approvo il modo di come sono state pubblicate, magari questa situazione può far comodo ad alcune società che ora agiscono in tranquillità, che possono, senza concorrenza, diventare grandi come la mia Juventus”.

Continua..

22/09/2007 - Moggi lo dice senza mezzi termini: “Erano quelli dell’Inter a telefonare agli arbitri”

L’ex direttore generale della Juventus ne ha per tutti.

Ce l’ha ancora una volta con l’Inter, Luciano Moggi. E stavolta parlando al Circolo Giovani di Mantova definisce chiaramente uno scenario che dovrebbe presentarsi durante il processo a suo carico.

“Adesso abbiamo saputo che Petrucci pilotava i processi sportivi - ha detto come riportato oggi dall’Ansa - mentre io sono tranquillo perche’ la mia verita’ verra’ durante il processo, erano quelli dell’Inter che telefonavano agli arbitri”.
Fonte: goal.com

04/08/2007 - Moggi:`Perche` l`Inter non e` stata intercettata?`

Luciano Moggi al contrattacco, ancora una volta. E` successo in piazza a Montefiore Conca, vicino Rimini. Intervistato da Italo Cucci, racconta ancora una volta le `sue` verita`: `Montezemolo avesse difeso la Juve come ha fatto con la Ferrari, non ci sarebbe stata la B`. E poi: `L`Inter non e` stata intercettata perche` Tronchetti Provera staccava la cornetta. La cupola esiste ancora, il potere e` a Milano. L`Inter vincera` con 20 punti di vantaggio e la Juve terminera` quinta dietro Roma, Milan e Fiorentina`.
Sul proprio ruolo di grande accusato di `calciopoli`: `Mi hanno dipinto come il colpevole di tutti i mali del calcio. Al Commissario Rossi hanno detto che bastava far fuori la Juve per risolvere tutto. La verita` e` che la cupola e` sempre quella e al vertice c`e` Carraro, con dietro tutti gli attuali vertici dello sport italiano. Carraro era il capo prima e lo e` ancora. Peggio delle intercettazioni e` quello che si sono detti Meani e Collina, che ora e` diventato pure designatore`.
Quindi una domanda: `Mi chiedo: perche` l`Inter non e` stata intercettata?… Il potere ora e` a Milano, l`Inter vincera` per quattro anni lo scudetto. Per farlo hanno dovuto prendere Vieira e Ibrahimovic, due juventini che io mai avrei dato ai nerazzurri`.

Fonte: datasport.it