Calciopoli e calcio scommesse

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Intercettazioni Inter, scommesse e regali

Alcuni giocatori nerazzurri e Mancini sarebbero coinvolti in una nuova bufera, ma per ora nessuno è indagato

telefonini tornano caldi nel mondo del calcio, a tre giorni dagli incandescenti ultimi 90 minuti di campionato: ci sarebbe ancora un caso di intercettazioni telefoniche, che vedrebbe coinvolti alcuni giocatori dell’Inter e personaggi dello staff nerazzurro. Nel tam tam di informazioni circolate in mattinata, le registrazioni riguarderebbero casi di “favori” da amicizie pericolose e scommesse sulle partite del campionato 2006-2007.Tutto parte da un tale Domenico Brescia, titolare di una sartoria nella zona di Saronno ed ex frequentatore della Pinetina, che risulta indagato dalla procura distrettuale antimafia di Milano per associazione a delinquere di stampo mafioso, connessa al traffico di stupefacenti. Dalle intercettazioni sarebbero emersi rapporti ambigui fra Brescia e alcuni giocatori e componenti dello staff nerazzurro: si fanno i nomi di Materazzi, Ibrahimovic, Zanetti, Mihajlovic, l’allenatore Mancini, Fausto Salsano, allenatore in seconda, l’ex nerazzurro Spillo Altobelli, Rocco Di Stasi, impiegato dell’Inter, e Fausto Sala, direttore responsabilie del centro coordinamento tifosi. Tuttavia nessuno di loro risulta indagato.

Brescia, attraverso un amico (anche lui indagato), avrebbe procurato a prezzi vantaggiosi macchine di lusso, orologi e donne ai giocatori nerazzurri, che lo avrebbero preso come punto di riferimento per avvalersi dei suoi servizi. Ma non solo: le intercettazioni eseguite dai Carabinieri di Trento riguarderebbero anche alcune scommesse sportive effettuate in occasione del campionato 2006-2007, vinto dalla stessa Inter.

Le conversazioni ora sarebbero all’esame degli inquirenti, per chiarire alcuni contenuti ”ambigui”. Il sospetto è che alcune parole utilizzate potessero servire a  nascondere i reali significati di alcune affermazioni registrate. Una sorta di linguaggio in codice per camuffare le conversazioni.

fonte: http://www.puntosport.net/pageview2.php?i=2487&sl=1

2007/09/08 - “Scommesse, coinvolti due del Catania” Tifosi minacciano di morte Falsini

CATANIA - Un nuovo giro di scommesse nel mondo del calcio. È quanto sarebbe emerso da un’indagine della Procura della Repubblica di Siracusa: a rivelarlo è il quotidiano siciliano “La Sicilia”. Tra le società interessate anche il Catania. E ad uno dei giocatori coinvolti, Gianluca Falsini, sono arrivate anche minacce di morte da due ultras catanesi.

Nel fascicolo i magistrati avrebbero iscritto i nomi dei calciatori Pantanelli e Falsini, in forza agli etnei nella passata stagione (Pantanelli è stato ceduto alcune settimane fa all’Avellino). Le partite sotto inchiesta sarebbero quelle contro l’Ascoli e la Sampdoria. I due calciatori siciliani, a quanto si legge sul quotidiano avrebbero puntato sul risultato di queste partite. E come testimone sarebbe stato ascoltato anche il dirigente catanese Pietro Lo Monaco.

Uno dei calciatori indagati, il difensore Gianluca Falsini, ha ricevuto minacce di morte da due ultras. Secondo il racconto del legale del giocatore, durante l’allenamento della squadra, due individui a volto scoperto sono entrati in campo e hanno ripetutamente insultato Falsini, minacciandolo di morte qualora non fosse andato via dalla città. Falsini si è subito recato dai carabinieri per denunciare l’accaduto. In seguito all’espisodio ha lasciato Catania ed è partito per la Toscana.
Le partite finite nel mirino degli inquirenti sarebbero Catania-Ascoli (3-3) e Sampdoria-Catania (1-0). In queste gare i calciatori indagati avrebbero cercato di danneggiare in maniere evidente la propria squadra, con risultati che misero in difficoltà la salvezza del club etneo.

“Non ho nulla da dire”, così l’ad del Catania Pietro lo Monaco. Una smentita è arrivata dai diretti interessati. “Pantanelli e Falsini non hanno mai fatto alcuna scommessa in vita loro”, ha detto l’avvocato Mattia Grassani che assiste i due giocatori annunciando che lunedì mattina presenterà una richiesta ufficiale alla Procura della Repubblica di Siracusa per “verificare la fondatezza delle indiscrezioni di stampa” sul giro di scommesse clandestine. Dal procuratore capo, Roberto Campisi, per il momento non arrivano né conferme né smentite.
Fonte: repubblica.it

2007-07-30 - Processo scommesse: tre mesi a Di Michele

Tutti i calciatori coinvolti nella vicenda hanno patteggiato. Il neoacquisto del Torino salterà le prime nove giornate di campionato: cinque mesi e venti giorni di squalifica per Sommese, quattro per Margiotta, tre per Thomas Manfredini

ROMA, 30 luglio 2007 - Hanno tutti scelto di usufruire della nuova norma che prevede il patteggiamento i calciatori deferiti nel processo sportivo per scommesse davanti alla Commissione Disciplinare. Tutti i giocatori coinvolti hanno “collaborato”, confessando di avere scommesso (direttamente o per interposta persona). La pena più pesante è stata per Vincenzo Sommese (Mantova): cinque mesi e 20 giorni, con 10.000 euro di ammenda. Massimo Margiotta (Frosinone) starà fermo quattro mesi: per lui anche 15.000 euro e tre “incontri sociali” (per la promozione dei valori del calcio).

UDINESE NON PATTEGGIA - Tre mesi di stop per David Di Michele (Torino) e Thomas Manfredini (Atalanta). Per il neoacquisto granata ci sono però anche 20.000 euro di ammenda e sei “incontri sociali”. Hanno scelto di patteggiare anche Vicenza (squadra dove militava Margiotta) e Mantova: 7.000 euro di ammenda ciascuna. Solo l’Udinese (società dove giocavano i giocatori coinvolti) ha rifiutato di fare ricorso alle nuove norme e per questo motivo le è stata inflitta un’ammenda di 15.000 euro, per responsabilità oggettiva come gli altri due club: la società per difendersi ha affermato che il comportamento di Di Michele “sarebbe stato attuato avendo avuto la massima cura per evitare che la società potesse avere conoscenza o anche solo “dubitante percezione” del comportamento dello stesso calciatore”.

gasport

26/06/07 - Figc deferisce 4 giocatori e 3 club - Scommesse su partite di serie A

ROMA - Quattro giocatori e tre società sono stati deferiti per la vicenda delle scommesse. Come preannunciato da “SpyCalcio”, i giocatori sono David Di Michele, Massimo Margiotta, Thomas Manfredini e Vincenzo Sommese. Le società, che devono rispondere per responsabilità oggettiva, sono Udinese, Vicenza e Mantova. Il procuratore federale ha invece chiesto l’archiviazione per 13 calciatori, fra cui il neo-juventino Iaquinta e Jankulovsky, un tecnico e un procuratore. “Il procuratore federale - si legge nella nota della federcalcio - ha deferito alla commissione disciplinare presso la lega nazionale professionisti: per violazione dell’art. 5 del codice di giustizia sportiva David Di Michele (Palermo), Massimo Margiotta (tesserato dal Vicenza e in prestito al Frosinone) e Thomas Manfredini (Atalanta), per aver effettuato direttamente o per interposta persona, scommesse su risultati relativi ad incontri ufficiali di calcio organizzati dalla Figc. Sempre per violazione dell’art. 5, del Codice di giustizia sportiva è stato deferito Vincenzo Sommese (Mantova) per avere effettuato, direttamente o per interposta persona, scommesse su risultati relativi ad incontri ufficiali di calcio organizzati dalla Fifa, dall’Uefa e dalla Figc”. “Per violazione dell’art. 2, comma 4, del codice di giustizia sportiva - aggiunge la nota - sono state deferite Udinese, Vicenza e Mantova, tutte per responsabilità oggettiva nella violazione ascritta ai loro tesserati all’epoca dei fatti”. Dalla Figc giunge anche una nota con i nomi di altri 15 personaggi che inizialmente erano rimasti coinvolti, ma per i quali il procuratore federale, esaminata la relazione dell’ufficio indagini ed i relativi allegati, ha disposto l’archiviazione del procedimento. Si tratta di un allenatore (Bordin del Padova), un agente (Giovanni Bia) e 13 calciatori: Iaquinta, Jankulovsky, Sosa, De Sanctis, Ferrante, Gregori, Sgrigna, Schwoch, Abeijon, Scarlato, Pinzi, Kalac e Pierini.

 Fonte: Repubblica