Calciopoli e calcio scommesse

Novità su calciopoli, moggiopoli, calcio scommesse, doping, intercettazioni, arbitri attarverso articoli ufficiali

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Figc - Calciopoli: Punghellini si autosospende

William Punghellini

Il presidente del comitato interregionale che coordina la Serie D, William Punghellini, ha deciso di autosospendersi “in attesa della definizione dell’inchiesta che lo riguarda”. Punghellini ha comunicato la propria decisione con una lettera inviata al presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, e al presidente della Lega nazionale dilettanti, Carlo Tavecchio, nella quale, come recita il comunicato della Serie D, “pur protestando la sua piu’ assoluta ed incontestabile correttezza, ha comunicato che in attesa della definizione dell’inchiesta che lo riguarda presso la Procura Federale ha deciso di astenersi dal partecipare sia alle riunioni del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti sia a quello del Consiglio Federale della Federcalcio“. Continua..

20/12/2007 - Moggi, troppi amici in Federcalcio. Ora saltano altre teste

Come un´infezione curata male la presenza di Luciano Moggi è tornata a infestare uffici e corridoi della Federazione italiana giuoco calcio, a nemmeno un anno e mezzo dal periodo doloroso del commissariamento Guido Rossi-Luca Pancalli. L´intervento della procura di Napoli è arrivato quando ancora questa infezione non aveva raggiunto i livelli parossistici del 2005/2006. Tuttavia a leggere le intercettazioni si ha la sensazione di assistere a un fenomeno che potremo definire stato embrionale di un sistema illecito: in questi pochi mesi, Moggi e i suoi amici (indagati per associazione a delinquere nella nuova inchiesta) hanno raggiunto in un modo o nell´altro i massimi vertici della Figc - dal presidente Giancarlo Abete al vice presidente Carlo Tavecchio, dal braccio destro di Abete e consigliere federale Gabriele Gravina al presidente della serie D William Punghellini - e hanno cominciato «a lavorare».
[abete]
La posizione più imbarazzante è quella di Giancarlo Abete che, secondo i carabinieri, era interessato a un affare («la compravendita di alcuni immobili di proprietà del settore previdenziale del Monte dei Paschi di Siena, siti in via del Tintoretto a Roma») da concludere con lo squalificato Luciano Moggi e il suo braccio destro storico, Nello De Nicola. Abete, molto seccato, spiega: «De Nicola è un dirigente, non squalificato, che conosco da vent´anni. Mi ero rivolto a lui perché volevo capire la procedura in merito a un appartamento che volevo comprare per mio figlio». Spiegazioni procedurali, dunque, che però devono essere anche molto confidenziali visto che De Nicola si rifiuta di darle per telefono dicendo al presidente, alle 16 e 09 del 19 febbraio, «devo parlarle a voce» e visto che Abete nemmeno insiste accordando un appuntamento presso la sua azienda «in via Prenestina 683» (indirizzo che viene anche definito «nel solito» posto). Sempre dalle intercettazioni emerge poi l´esistenza di un fax da inviare ad Abete che Nello De Nicola predispone insieme al figlio Claudio: «Sul fax - dice Claudio al papà - gliene ho messo pure un altro di appartamento in alternativa che mi ha detto il portiere che sta libero (…) 180 metri quadrati».

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17/12/2007 - Moggi, ancora lui: c’è “Big Luciano” dietro il no di Nocerino alla Fiorentina

Associazione per delinquere finalizzata per reati contro la pubblica amministrazione e rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio, quanto basta per strappare un sorriso ai pm e rendere meno sorridente l’avvocato Paolo Trofino che difende Luciano Moggi. Trofino è uomo esperto di aule di tribunale e sa che questo lo mette in crisi. È questo il nuovo filone che sta tenendo occupati i pm napoletani Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. Uno stralcio del processo Moggiopoli, la dimostrazione che Luciano Moggi non ha mai smesso di lavorare. «L’associazione a delinquere sopravvive all’inchiesta». Ma perché si parla di reati contro la pubblica amministrazione e rivelazione di atti coperti dal segreto istruttorio? C’entrano le intercettazioni telefoniche, c’entrano le chiacchierate anche con persone fuori dal mondo del calcio, c’entrano le pressioni che la giustizia sportiva ha subito prima della seconda sentenza (quella della Corte federale).
FILONE NUOVO In Procura a Napoli non si esclude che ci possano essere iscrizioni nel registro degli indagati per altre persone, ma al momento i tempi non sono ancora maturi. Le intercettazioni telefoniche devono ancora avere i relativi riscontri. Sono arrivate solo da pochi giorni sul tavolo dei magistrati e per il momento sono soltanto l’ulteriore prova dell’associazione, ma anche qualcosa di più: se l’associazione è reiterata nel 2006-07 non ricade più nell’indulto. Se Beatrice e Narducci convinceranno il giudice, i reati per i quali sono chiamati i 37 imputati non cadranno nell’indulto e alla fine — in caso di condanna — si arriverà a dover scontare delle pene.
GIUSTIZIA SPORTIVA Rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio. Moggi nelle sue telefonate parla con gli amici e con gli altri condannati della giustizia sportiva di come si è svolta la camera di consiglio della Corte federale. Come si è giunti alle sentenze che hanno in parte sconvolto le sentenze emesse dalla Caf presieduta da Ruperto. Pressioni (le aveva già ammesse anche uno dei componenti, Serio, in diverse interviste), visite notturne nelle stanze della camera di consiglio registrate dalle telecamere della sicurezza dell’albergo. Ma soprattutto le «motivazioni » che hanno spinto i giudici a prendere alcune decisioni. «Dopo la lettura delle intercettazioni qualcuno dovrà vergognarsi», scappa a qualcuno che quelle carte le ha già lette.
IL MERCATO È difficile pensare che Luciano Moggi non abbia mai fatto telefonate nei momenti caldi del mercato. Troppi gli amici nelle varie squadre, troppi i legami stretti con il mondo del quale è stato «padrone» per anni. Del resto il figlio Alessandro è ancora uno dei principali agenti di calciatori. La Federcalcio, nonostante al Tribunale di Roma sia in corso un processo per illecita concorrenza con violenza e minacce, non lo ha mai sospeso né deferito. Moggi ha ancora amici anche all’interno della Juventus e secondo gli investigatori — ma anche secondo molti degli addetti ai lavori — ci sarebbe stato lui dietro il no bianconero al trasferimento di Nocerino alla Fiorentina.
ALTRI CLUB Nelle telefonate di Moggi si parla anche del Siena — nel periodo della sua cessione —, e del Queen’s Park Rangers. Una mano all’amico Briatore (e qualcuno dice anche Giraudo) non poteva mancare anche con la segnalazione di validi collaboratori: Di Canio, Ceravolo, Di Marzio: dal tecnico al direttore sportivo, all’osservatore per i giovani. Del resto la sua squalifica italiana all’Uefa non è mai stata notificata ufficialmente.
ULTIME NOVITA’ Ma la grande attesa viene dai verbali di interrogatorio presentate sabato dai pm. Noto ormai quello di Paparesta, restano da esaminare quelli di Cellino e Nucini che reiterano accuse agli arbitri, dell’avvocato della Figc Gallavotti, del calciatore della Roma Esposito, dell’ex dirigente juventino Capobianco (già note le sue accuse), dell’ex presidente della Cca del Coni Ronzani (soprattutto sui rapporti con Gallavotti e non sulle pressioni per il caso Lorbek), il presidente della serie D, William Punghellini.

Maurizio Galdi - La Gazzetta dello Sport

09/10/2007 - Chiese a Lotito di contattare il Lecce deferito l’allenatore Delio Rossi

ROMA - Possibili guai disciplinari in vista per Delio Rossi. L’allenatore della Lazio è stato deferito dal procuratore federale della Federcalcio alla commissione disciplinare “per aver tentato, senza esito - si legge in un comunicato della Figc - di indurre nel corso di una conversazione telefonica il presidente della Lazio Claudio Lotito ad assumere iniziative nei confronti dei dirigenti del Lecce tese ad influenzare la prestazione tecnica della squadra in vista della partita del 30 aprile 2006 del campionato 2005-2006″. Il deferimento è per “violazione dell’art. 1 del codice di giustizia sportiva”. Per responsabilità oggettiva è stata deferita anche la Lazio.

Da quello che sembra trapelare da Formello, la linea difensiva sarà incentrata sul fatto che si trattava di un contatto innocuo in vista di un possibile futuro affare di calcio mercato. La partita, giocata all’Olimpico, per la cronoca finì 1-0 a favore dei padroni di casa con un gol di Rocchi che valse la certezza di un posto in Coppa Uefa. L’iniziativa della magistratura sportiva fa seguito all’acquisizione di alcune intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta della procura di Roma sulle minacce rivolte da un gruppo di ultras laziali al presidente della società biancoceleste Lotito.


Deferito dalla procura federale Figc anche il presidente della Reggina, Pasquale Foti, “per il comportamento tenuto e le parole irriguardose pronunciate nei confronti dell’arbitro al termine della gara Reggina-Sampdoria del 17 dicembre 2006″. Per responsabilità diretta è stata deferita anche la Reggina.

 fonte: repubblica.it