Calciopoli e calcio scommesse

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17/12/2007 - Moggi, ancora lui: c’è “Big Luciano” dietro il no di Nocerino alla Fiorentina

Associazione per delinquere finalizzata per reati contro la pubblica amministrazione e rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio, quanto basta per strappare un sorriso ai pm e rendere meno sorridente l’avvocato Paolo Trofino che difende Luciano Moggi. Trofino è uomo esperto di aule di tribunale e sa che questo lo mette in crisi. È questo il nuovo filone che sta tenendo occupati i pm napoletani Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. Uno stralcio del processo Moggiopoli, la dimostrazione che Luciano Moggi non ha mai smesso di lavorare. «L’associazione a delinquere sopravvive all’inchiesta». Ma perché si parla di reati contro la pubblica amministrazione e rivelazione di atti coperti dal segreto istruttorio? C’entrano le intercettazioni telefoniche, c’entrano le chiacchierate anche con persone fuori dal mondo del calcio, c’entrano le pressioni che la giustizia sportiva ha subito prima della seconda sentenza (quella della Corte federale).
FILONE NUOVO In Procura a Napoli non si esclude che ci possano essere iscrizioni nel registro degli indagati per altre persone, ma al momento i tempi non sono ancora maturi. Le intercettazioni telefoniche devono ancora avere i relativi riscontri. Sono arrivate solo da pochi giorni sul tavolo dei magistrati e per il momento sono soltanto l’ulteriore prova dell’associazione, ma anche qualcosa di più: se l’associazione è reiterata nel 2006-07 non ricade più nell’indulto. Se Beatrice e Narducci convinceranno il giudice, i reati per i quali sono chiamati i 37 imputati non cadranno nell’indulto e alla fine — in caso di condanna — si arriverà a dover scontare delle pene.
GIUSTIZIA SPORTIVA Rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio. Moggi nelle sue telefonate parla con gli amici e con gli altri condannati della giustizia sportiva di come si è svolta la camera di consiglio della Corte federale. Come si è giunti alle sentenze che hanno in parte sconvolto le sentenze emesse dalla Caf presieduta da Ruperto. Pressioni (le aveva già ammesse anche uno dei componenti, Serio, in diverse interviste), visite notturne nelle stanze della camera di consiglio registrate dalle telecamere della sicurezza dell’albergo. Ma soprattutto le «motivazioni » che hanno spinto i giudici a prendere alcune decisioni. «Dopo la lettura delle intercettazioni qualcuno dovrà vergognarsi», scappa a qualcuno che quelle carte le ha già lette.
IL MERCATO È difficile pensare che Luciano Moggi non abbia mai fatto telefonate nei momenti caldi del mercato. Troppi gli amici nelle varie squadre, troppi i legami stretti con il mondo del quale è stato «padrone» per anni. Del resto il figlio Alessandro è ancora uno dei principali agenti di calciatori. La Federcalcio, nonostante al Tribunale di Roma sia in corso un processo per illecita concorrenza con violenza e minacce, non lo ha mai sospeso né deferito. Moggi ha ancora amici anche all’interno della Juventus e secondo gli investigatori — ma anche secondo molti degli addetti ai lavori — ci sarebbe stato lui dietro il no bianconero al trasferimento di Nocerino alla Fiorentina.
ALTRI CLUB Nelle telefonate di Moggi si parla anche del Siena — nel periodo della sua cessione —, e del Queen’s Park Rangers. Una mano all’amico Briatore (e qualcuno dice anche Giraudo) non poteva mancare anche con la segnalazione di validi collaboratori: Di Canio, Ceravolo, Di Marzio: dal tecnico al direttore sportivo, all’osservatore per i giovani. Del resto la sua squalifica italiana all’Uefa non è mai stata notificata ufficialmente.
ULTIME NOVITA’ Ma la grande attesa viene dai verbali di interrogatorio presentate sabato dai pm. Noto ormai quello di Paparesta, restano da esaminare quelli di Cellino e Nucini che reiterano accuse agli arbitri, dell’avvocato della Figc Gallavotti, del calciatore della Roma Esposito, dell’ex dirigente juventino Capobianco (già note le sue accuse), dell’ex presidente della Cca del Coni Ronzani (soprattutto sui rapporti con Gallavotti e non sulle pressioni per il caso Lorbek), il presidente della serie D, William Punghellini.

Maurizio Galdi - La Gazzetta dello Sport

15/12/2007 - Calciopoli: l’accusa dei pm “Il sistema Moggi c’è ancora”

La nuova ipotesi di reato è stata formulata davanti al giudice dell’udienza preliminare: “Il sistema Moggi continua a operare e dunque è ancora attivo”. Accuse basate su nuova serie di intercettazioni telefoniche del periodo ottobre 2006-marzo 2007

NAPOLI, 15 dicembre 2007 - Si è tenuta al Palazzo di Giustizia del Centro direzionale di Napoli l’udienza preliminare, davanti al gup Eduardo De Gregorio, nei confronti di 37 imputati - dirigenti federali e di società calcistiche, designatori arbitri, e assistenti - coinvolti nell’inchiesta su Calciopoli. Pochi gli imputati presenti in aula: non si è presentato, tra gli altri, Luciano Moggi. “Il sistema Moggi continua a operare e dunque è ancora attivo”. La nuova, grave, accusa è formulata nell’aula 112 del palazzo di giustizia napoletano dai pubblici ministeri Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. I due titolari dell’inchiesta su Moggiopoli, iniziata nel 2004, davanti al giudice dell’udienza preliminare, Eduardo De Gregorio, hanno depositato nuovi elementi di prova che riguardano “Luciano Moggi, l’ex vicepresidente della federcalcio Innocenzo Mazzini e altri soggetti fra loro associati”. Si tratta di una nuova serie di intercettazioni telefoniche relative al periodo ottobre 2006-marzo 2007 dalle quali si evincerebbe, secondo gli inquirenti, la volontà di continuare a controllare col proprio sistema l’andamento del campionato. Per questo nuovo filone d’inchiesta, ancora in corso, ci sarebbero altri soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Intanto nell’udienza in camera di consiglio — durata circa un’ora e 30 in una piccola aula strapiena di legali e con pochi indagati presenti (fra questi Lanese e l’arbitro Bertini) — il gup ha raccolto le richieste di costituzione di parte civile che sono ben 19: Coni, Figc, Lega professionisti, Rai, i club Atalanta, Brescia, Lecce, Udinese, Salernitana 1919, l’ex presidente del Bologna Gazzoni Frascara, la giornalista Francesca Sanipoli alcune associazioni di consumatori e anche un abbonato Sky e uno scommettitore Snai, che chiedono il riconoscimento del danno subito. Prossima udienza l’8 febbraio nell’aula bunker di Poggioreale Ticino 1.

Maurizio Nicita

Fonte: www.gazzetta.it